P R O T E S T A di P O P O L O

BRIGANTI, NON  PIU’ EMIGRANTI!

N A P O L I T A N I!

 

POPOLO DEL SUD DELLA PENISOLA,

E’ ORA DI RISVEGLIARCI.

 

b4db96088820c09cea5b824ffac8685d.jpgMolti politici del nord ci accusano di essere dei nullafacenti e che siamo in grado di esportare solo camorra e mafia (come sostengono alcuni leghisti), ma non sono altro che ignoranti falsi, perché la storia insegna che i camorristi e i mafiosi, prima dell’unità d’Italia non erano altro che dei prepotenti qualsiasi e che nessun nesso avevano con il sistema politico, cosa, questa, a cui ha provveduto quel ladro e pirata di Garibaldi che per farsi aiutare a depredare il Regno felice del Sud, prometteva cariche importanti, e peggio ancora fecero i piemontesi venuti subito dopo con il loro re bastardo che nemmeno conosceva la lingua italiana, bensì lui e tutti i suoi accoliti generali parlavano francese e fecero nel sud della penisola una tale carneficina e distruzione che questo popolo non aveva mai subito, dai Vandali ai nazisti, i quali non avevano per niente inventato loro i campi di sterminio, ma li avevano copiati dai piemontesi 100 anni prima; si veda Fenestrelle, nel cui campo sparirono migliaia di soldati napolitani sciolti nella calce viva solo perché non giurarono per Vittorio Emanuele II.

Per toglierci la nostra identità nazionale che avevamo da ben ottocento anni, ci hanno divisi in regioni, inculcandoci che facevamo parte di un popolo nuovo, quello italiano; e poi ci hanno divisi in organizzazioni criminali per tenere sotto controllo un popolo che, lasciato libero non avrebbe mai permesso la distruzione della propria cultura a favore dei nuovi invasori piemontesi, dandoci un destino che non avevamo cercato, creando un modo di vivere apatico facendoci diventare sonnolenti e ciechi, dove pochi collaborazionisti gestiscono tutto, ma

noi, e cioè la maggior parte del popolo, siamo un’altra cosa. Venivano al Sud a comprare le locomotive dei treni e chissà quant’altro ancora che noi producevamo e loro no, e questo non andava giù ai signorotti del nord, tanto che dopo l’unità, la più grande fabbrica della penisola che produceva, appunto, locomotive, fu smantellata da Napoli e ricostruita a Genova come Ansaldo, un parente del Cavour; e così ogni azienda produttrice ebbe la stessa sorte, passando per le seterie di S. Leucio, famose in tutto il mondo, e per i cantieri navali che costruirono la prima nave a motore che andasse per mare, dove fino agli anni ’70 le più grandi corazzate come la Vittorio Veneto potevano essere costruite, e ora solo piccoli aliscafi, perché il lavoro è passato a Monfalcone o La Spezia ; e arriviamo così  all’ultima rapina, quella del Banco di Napoli, che dopo essere depredato da Garibaldi e dai piemontesi per risolvere i propri debiti, contava ancora un deposito di oro che gli permetteva di essere l’unica zecca d’Italia capace di produrre carta moneta,  fu la prima banca al mondo a emanare assegni, in confronto, al nord avevano poco più di qualche monte di pegni e oggi lo stato italiano ha permesso che fosse svenduto, guarda caso, a un istituto piemontese.

Ci hanno tolto la dignità, l’onore e il rispetto, perché hanno trasferito il lavoro dal Sud al nord; e il lavoro rende persone migliori.

Ci dicono come vivere e dove, facendoci emigrare dove vogliono loro e così ci hanno privato anche della libertà, rendendoci infelici, perché la felicità viene dal lavoro onesto e da ciò che fai di buono per la tua TERRA.

 

Molti di noi, per non piegarsi al continuo reclutamento delle organizzazioni criminali, scelgono di indossare una divisa per potersi assicurare quello stipendio che l’Italia unita gli ha negato lavorando in fabbrica, in quelle fabbriche che esistevano al Sud prima che al nord, e non solo non ne hanno più agevolato la nascita, rivolgendo tutta la loro attenzione all’industrializzazione del nord, che era rimasto indietro rispetto al Sud, ma ne hanno smantellato anche quelle che c’erano; e così questi nostri paesani sono costretti a rischiare la vita nelle strade delle nostre città, e peggio è per quelli che muoiono in terra straniera in nome di una libertà che già a loro le è stata tolta, sembrando più degli ascari o dei nuovi soldati di ventura, magari solo per potersi comprare una casa e sistemare la propria famiglia al pari di quelli del nord, i quali dopo l’ultima legge in campo militare neanche sono più costretti all’obbligo di difendere l’Italia, tanto ci sono

i disoccupati del Sud che bastano ad occupare ogni posto vacante.

Ci tengono solo per sfruttarci in aiuti politici, infatti quello che per loro sappiamo vendere meglio sono i voti che diamo ai magnaccia a tradimento in cambio di un lavoro o, come è successo di recente, anche per una spesa di alimentari; per questo è venuto il momento di dire BASTA a questo sfruttamento selvaggio e al depredamento delle sovvenzioni del fondo europeo,

che partono con il fine di aiutare il Sud, ma poi i nostri governanti li drenano al nord ingrossando le fabbriche torinesi e milanesi, come da sempre fa la fiat.

Hanno creato degli italiani di seconda classe ovvero dei nuovi schiavi che da 150 anni devono comprare al nord qualsiasi prodotto serva, costituendo una società di persone atte a consumare senza produrre e quindi senza poter crescere, come schiavi; e sono schiavi i corrotti perché i corruttori sono i loro padroni e sono schiavi gli illegali perché non sono liberi di vivere alla luce del sole, sono schiavi quelli che emigrano perché non sono liberi di vivere e lavorare dove sono nati, e sono schiavi quelli che restano perché sono indifesi a casa propria per colpa delle istituzioni vendute, vedendo lo scempio della lenta agonia delle proprie morenti città, essendo inermi e atterriti da questo strazio.

 

Il nord e il Sud hanno fatto molte cose insieme, ma è venuto il momento di separarsi, e da amici.

 

La storia insegna che ci sono stati tiranni e macellai e ladri, ma la loro fine è la stessa, tutti passano, perché per quanto possono sembrare invincibili, cadono sempre, e ora è il momento di non riconoscere più il governo unitario che niente fa per risolvere i nostri problemi.

 

Resistiamo dunque e non reagiamo con violenza, ma non dobbiamo piegarci o ritirarci bensì rimanere uniti con dignità.

 

Non dobbiamo aspettare di andare in carcere per ottenere un posto di lavoro, anche se socialmente utile. Abbiamo diritto al lavoro e lo esigiamo, qui a casa nostra e non da qualche altra parte lontani dai nostri cari, per questo diciamo BASTA all’emigrazione, BASTA all’elemosina dello stato italiano che ci acquieta con con un po di disoccupazione, mentre loro si riempiono le tasche, sia che siano di destra, di centro o di sinistra, non fatevi illudere dai giochetti politici, perché le poltrone non le mollano e noi paghiamo, perciò BASTA, è venuto il momento di reagire, e lo possiamo fare se siamo tutti uniti e d’accordo nel sostenere la nostra indipendenza e  non più questi politici corrotti, cacciamoli via da Napoli, cacciamoli via dal SUD incominciando dai punti espressi appresso:

 

·        Dobbiamo imparare a pensare a una nuova nazione del Sud, una Nazione del Popolo, gestita da un autogoverno che provveda agli interessi del Sud. La NAPOLITANIA.

·        Dobbiamo essere uniti sotto una sola bandiera e parlare con una sola voce al grido di “INDIPENDENZA” .

·        Dobbiamo effettuare una resistenza civile ma attiva, esercitando una  “non collaborazione” con i fratelli del nord, incominciando a boicottare i loro prodotti e a usare solo quello che si produce in Napolitania,(da qui viene la nostra rinascita).

·        Dobbiamo resistere a ogni loro ostacolo, anche con marce di protesta, adoperandoci con una non violenza.

·        Dobbiamo festeggiare le nostre feste nazionali e non quelle imposte da loro, come il ricordare eroi loro e non nostri, ad esempio Garibaldi, Vittorio Emanuele, Cavour, che potessero scomparire dalle nostre strade e piazze, perché hanno fatto al popolo del Sud più di quello che i nazisti hanno fatto agli ebrei, eppure non esiste nessuna piazza Hitler o corso Gobbels in Israele, perciò questo è un grande affronto a cui bisogna porre rimedio per riavere una nostra nazione.

 

Popolo NAPOLITANO, aspiriamo all’indipendenza della nostra terra, come unica soluzione per noi e per i nostri figli, che non debbano più diventare emigranti; meglio BRIGANTI.

 

 Antonio Iannaccone

P R O T E S T A di P O P O L Oultima modifica: 2008-04-24T14:55:00+02:00da tonyan1
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