UNA RIFLESSIONE “ITALIANA”

UNA RIFLESSIONE “ITALIANA”

 

Ancora una volta il 17 marzo è andata in scena l’ennesimo festino celebrativo sulla nostra amata Italia e ancora una volta il presidente della repubblica Napolitano ha dato sfogio della sua retorica patriottica…..lo stesso presidente che continua ad intervenire in politca in maniera non opportuna, chiedendo austerità mentre il paese va lentamente in recessione a causa del calo di consumi(e il nostro autorevole presidente chiede austerità…come dire sprofondiamo ancora di più nel baratro).

Ma a questo punto dobbiamo chiederci cosa rimane oggi dopo 150 anni di Italia anche a fronte del fallimento dei festeggiamenti.

Giustamente Arrigo Petacco, citando Francesco II, dice una cosa giusta quando afferma che il nome Risorgimento non è corretto, poichè per ri-sorgere bisogna prima sorgere e l’Italia non è mai sorta. Dai romani in poi l’Italia nazione politica è sicuramente un illustra sconosciuta a differenza del Regno di Napoli antico di ben 700 anni all’epoca dell’unificazione.

Qualcuno obietterà sul fatto che in Dante era presente l’Idea di Italia….ma chi lo afferma ignora o finge di ignorare le simpatie “imperiali” di Dante, simpatie che per definizione escludono qualsiasi elemento nazionalistico nel suo pensiero, tenenedo presente che il nazionalismo come corrente culturale è “figlio” della rivoluzione francese e dei tempi successivi.

L’Italia di Dante non poteva che essere il “Giardino dell’Impero” e cioè cuore polito-culturale di una più vasta compagine territoriale a vocazione universale che trovava nel mito imperiale romano il suo culmine…..difatti il suo tempo poteva concepire una cristianità universale, ma non una italianità nazionale.

In parole povere la Nazione Italiana come viene concepita dai risorgimentali non è mai esistita nemmeno nel pensiero del più illustre tra gli Italiani…Padre Dante.

Inoltre, la nazione nel medioevo poco ha a che vedere con le costruzioni nazionalistiche dei secoli recenti.

Ed è questo il punto, l’Italia-Nazione è una costruzione politica di una elites ottocentesca tendenzialmente estranea ai sentimenti popolari, sostanzialmente avulsi da questa visione nazionalistica dell’elites borghese. Un sentimento popolare che al limite poteva nutrire simpatie per dottrne popolari come l’anarchia di Bakunin, ma che nulla aveva a che spartire con il nazionalismo elitario creatore dell’Italia-nazione.

Del resto il pensiero borghese del tempo è chiaro e si sostanzia nel detto: “fatta l’Italia bisogna fare gli Italiani”, che è un modo diverso per affermare e confermare che creato qualcosa di nuovo che prima non c’era bisognava continuare nell’opera creando dal nulla un sentimento popolare di apparteneneza sostanzialmente inesistente(questo del resto è anche all’origine della pretesa del monopolio statale dell’istruzione).

Inesistente in quanto il sentimento nazionalistico e la sua dottrina sono figlie di una nuova classe economica, ovvero la borghesia e quella italiana in virtù del suo carattere “pavido” non poteva neanche lontanamente pensare di creare alcunchè di valido e di fatti la nostra è stata molto spesso una italietta invertebrata.(piccolo-borghese)…..

Posto che l’Italia nasce nel vuoto ed è una costruzione ex-novo di una elites, nei fatti tale costruzione giuridico politica servirà da strumento alla mire espansionistiche dei Savoia il cui Re Vittorio Emanuele non sarà Primo d’italia ma continuerà ad essere Secondo…..quasi a voler simbolicamente sancire più che la creazione di qualcosa di nuovo, una pura e semplice espansione del vecchio a cui per convenzione si dà il nome di Italia(ulteriore conferma di quanto dicevamo prima).

L’annessione crea una colonia interna( e quindi non vi sarà vera unificazione), che verrà gestita secondo i pressuposti di una colonizzazione e cioè con il puro e semplice allungamento delle leggi piemontesi al sud, la centralizzazione e strumenti di controllo del territorio, ovvero il clientelismo che serviva a mantenere nel sud una classe politica di fiducia e l’appoggio alle mafie locali che controlleranno il territorio per conto dell’occupante, aggiungendo a questo vari provvedimenti fiscali che assassineranno il territorio succhiando il sangue come sanguisughe….e queste sono le parole di un sinacalista nazionalista e non di un meridionalista ovvero Filippo Corridoni.

Ben si può capire come i Savoia abbiano continuato nei tempi successivi questa politica…poi venne il fascismo patrocinato dai Savoia e poi la prima repubblica che è inutile dimostrare come abbia continuato nelle politiche “savoiarde”(clientelismo, rapporto stato-mafia, cassa da morto per il mezzogiorno ecc.)…..e poi dopo il crollo della prima repubblica il ventennio Leghista-Berlusconiano-Tremontiano la cui trazione settentrionale è superfluo dimostrare…..oggi con l’era Monti-Napolitano il sud e semplicemente scomparso…….

E’ l’Italia? Semplicemente continua a non esistere, a partire dalla totale inesistenza di un sentimento comune e non voglio tirare fuori il razzismo leghista nei confronti del sud o i pregiudizi del settentrione in generale, ma un esempio più calzante.

Con il libero ingresso delle arance marocchine, l’agricoltura meridionale subirà danni ingenti…..ma credete che ai lombardi interessi qualcosa? L’Italia è frantumata da interessi territoriali che cercano di imporsi a discapito gli uni degli altri…pensate solamente al tentativo leghista di bloccare lo smaltimento dei rifiuti napoletani fuori regione……nulla unisce in un comun sentire il lombardo e il siciliano che ancora oggi come 150 anni fa al di là delle retorica continuano a gurdarsi in cagnesco. Pensate che qualcuno ha anche il coraggio di affermare frasi del tipo:”il Veneto ai Veneti” o che addirittura i meridionali tolgono il lavoro ai “nativi” e non sempre sono leghisti….

Ma allora chi festeggiamo? Semplicemente una ideologia dell’800 e nella fattispecie una sua diretta figlia l’Italia…. una costruzione totalmente avulsa dala realtà di allora e di oggi

Non si può negare e non voglio negare che sono esistiti ed esistano spiriti nobili che hanno cercato e cercano ogni giorno di UNIRE, ma sono tentativi che si infrangono contro gli interessi parziali di una parte del paese concetrata al nord che con la collaborazione di una elites politica del sud continua a portare avanti un costrutto che non rispecchia la realtà.

E cosa succederà………non sono un indovino, ma non bisogna esser maghi per capire che il destino italiano, ovvero di una Nazione che non c’è, nell’era del superstato finanziario europeo dei Monti e dei Papademos non è più nelle nostre mai, l’Italia(costruzione giuridico-politica novecentesca) sarà colonia questa volta nel suo insieme con Grecia Spagna, Irlanda e Portogallo(i cosidetti paesi PIIGS)..una terra di conquista per le Brame Nazionalistiche Franco-Tedesche e questo dimostra la non-esistenza dell’altra costruzione politica del 900 e cioè l’europa, che tra le altre cose e ancora priva di una propria Politica Estera e di Sicurezza Comune e questo sancisce la fine di ogni retorica europeista.

Un motivo in più per il cosidetto “meridione”(altra terminlogia politca discutibile)… per pensare seriamente a un Ri-sorgimento che salvi tutti i popoli dell’intera Europa da un destino amaro…

 

Demetrio Spanti

 

UNA RIFLESSIONE “ITALIANA”ultima modifica: 2012-04-03T09:05:51+00:00da tonyan1
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