Ascoltate la patria … e tornerete a vivere!

Ascoltate la patria

… E TORNERETE A VIVERE!

La Patria è la terra dei nostri affetti. E’ colei che ci ha impresso il nostro primo raggio di luce. Ci ha consegnato carattere e personalità e la voglia di vivere secondo nazione. La Patria è la vera nostra protezione che ci viene dalla speranza mediante i suoi richiami che fa al suo popolo e che gioiosamente percepiamo.

 

– Come possiamo ascoltare la Patria?

La vera Patria infonde in ognuno un sentimento di pace e di giustizia trasformandolo in rispetto. Applicandolo nelle nostre vite alimenteremo in noi l’amor di Patria.

Se vogliamo ascoltare e amare la nostra Patria dobbiamo leggere la sua storia e capirne gli sviluppi. Esaminare le linee nazionali del popolo cui si fa riferimento.

I Patrioti Napolitani del FLN stanno già ascoltando la Patria. Essi possono aiutarvi se lo volete.

La verità nazionale sulla propria Patria si può apprendere gratuitamente frequentando i Patrioti del FLN.

 

– Qual è la nostra vera Patria?

C’è per noi una sola e vera Patria e si chiama Napolitania. (rif.)

E’ la nostra nazione che momentaneamente è senza stato. Essa ha consegnato storicamente il nome al nostro popolo, assieme al rispetto che conviene a una nazione. Amiamola, poiché essa ci ha dato i natali.

La prima caratteristica unitaria ci viene dall’aspetto del popolo osco, formato dalle comunità di Sanniti, Peligni, Marrucini, Lucani e Ausoni e dall’antica Magna Grecia in cui, anche se ogni città era stato a se, si aveva lo stesso stile di vita e di pensiero, una cultura comune che si conservò anche con l’Impero Romano. Infatti, nell’età imperiale, quello che ora è detto Mezzogiorno, era un intero distretto politico, fortemente autonomo nella cultura e nell’aspetto sociale. (rif) A Neapolis si parlava correntemente il greco e ancora si usava l’osco, testimonianze delle due lingue sono state ritrovate a Pompei ed Ercolano. Ma il vero sentimento d’identità nazionale nasce dalla formazione del Ducato Autonomo Napoletano, luogo di rifugio di tutti gli abitanti della penisola meridionale, i quali per sfuggire alle continue guerre di conquista tra longobardi, bizantini e normanni, emigravano verso la città libera e inespugnabile: Napoli.

Con l’avvento del dominio normanno ne scaturì “Il Regno”, Terra meravigliosa che si estendeva dal Tronto allo Ionio, dal Tirreno all’Adriatico e all’inizio comprendeva anche la Sicilia con capitale Palermo, ma questa era una nazione a parte e con forza si prese il suo ruolo con la rivolta dei Vespri realizzando al Regno di Trinacria e al Regno di Napoli.

La grandiosa bellezza di queste terre fu causa d’invidia da parte di altre nazioni che nei secoli l’hanno dominata, sfruttata e amata. Si sono succeduti monarchi che hanno fatto la storia, da Ruggero il Normanno a Federico II, da Carlo d’Angiò ad Alfonso d’Aragona, da Carlo a Ferdinando di Borbone. Con questa dinastia si ebbe l’affrancamento totale dallo straniero, ma nel periodo post-napoleonico non seppero discernere l’importanza della nazione siciliana e della nazione napolitana come stati separati. Fu grazie a questo dissapore interno che il Regno di Napoli si trovò a diventare colonia dell’odierno sistema italia.

 

– Com’era la vita nello stato indipendente?

Il popolo napolitano aveva una monarchia napoletana con i re che parlavano napolitano. (rif)

Il loro amore per la nazione li portò a formare innovazioni di portata mondiale in tutti i campi.

Le dimore reali non avevano niente da invidiare a nessuno e il popolo usufruiva di strutture sociali all’avanguardia nel mondo di allora. I cittadini napolitani avevano molte cose buone e la nazione godeva del rispetto internazionale.

Non c’era emigrazione, i poveri erano assistiti e non era obbligatorio il servizio militare. Ma purtroppo, alcune nazioni massoniche, invidiose del nostro sistema statale, alimentarono il sentimento di ribellione tra i repubblicani e gli sfruttatori in cerca di fortuna. Niente poté il popolo contro costoro e gli altri ufficiali venduti ai piemontesi con promesse di denaro e occupazione di posti importanti nella futura italia. (Come allora anche oggi quest’italia è fondata sulla corruzione.)

 

– Quale fu il risultato?

La colpa dei traditori si abbattè sul popolo che così smarrì la concezione di Patria e identità nazionale Napolitana.

Pur combattendo una guerra di liberazione lunga un decennio, alla fine ci si arrese al nuovo padrone mascherato da “fratello d’italia”, il quale depredò tutti i beni nazionali, togliendo le terre ai contadini e causando il più grande esodo che il popolo napolitano abbia mai conosciuto, pari, se non superiore, alla diaspora ebrea.

Milioni di napolitani hanno lasciato negli anni la loro terra, la propria Patria. Per coloro che sono restati, la vita è diventata dura per loro e per i figli dei figli.

Trattati da italiani di serie B, hanno smesso di essere napolitani, appartenenti a un popolo e ad una nazione orgogliosa della propria terra, per diventare carne da macello come emigranti nel mondo, carne da macello nelle fabbriche milanesi e torinesi, morti in divisa in terre lontane come schiavi di un padrone crudele: lo stato italiano!

Questa è la fine di un popolo. La nazione napolitana ha smesso di esistere.

Oggi noi napolitani siamo emigranti, vendiamo la nostra felicità per poter sopravvivere, perché siamo discendenti di coloro che subirono quei misfatti avvenuti un secolo e mezzo fa.

Molti non vedono più la dignità del nostro passato nazionale, né ascoltano più le gesta dei nostri avi che lottarono per amore della nostra Patria, né fanno qualcosa per riappropriarsi dell’orgoglio napolitano. Ma ho la certezza che sotto una grossa coltre di cenere depositata da questo malvagio sistema italia, ci sia ancora del fuoco che non aspetta altro che avvampare dentro ognuno di noi e prendere vita in quello che potrà essere il nostro futuro stato napolitano.

 

– Che cosa impariamo dall’oppressione italiana? 

Dopo che siamo stati inondati dalle cavallette umane, antiche e moderne, la criminalità organizzata ha coperto tutta la nostra terra, diventando l’aguzzino del popolo napolitano, al soldo dello stato italiano. Oggi come allora, i traditori della nostra Patria si lasciano corrompere dai soldi facili e dai posti preminenti. Ma noi dobbiamo lottare e riprenderci quello che è nostro, dobbiamo imparare ad ascoltare la nostra Patria.

Alcuni napolitani, oggi, riconoscono la propria Nazione e ascoltano la propria Patria, sono i Patrioti della Napolitania Libera che aderiscono al Fronte di Liberazione della Napolitania (FLN).

 

– Cos’è il Fronte di Liberazione della Napolitania (FLN)?

Se vogliamo veramente adoperarci per la nostra Patria, dobbiamo essere parte integrante di uno schema organizzativo che coordini l’azione napolitana di liberazione.

Un Comitato di Liberazione Nazionale è stato più volte invocato dal popolo e dopo 150 anni si vede finalmente concretizzare nel Fronte di Liberazione della Napolitania, così denominato dal suo gruppo di Patrioti fondatori, uniti dall’intento di liberare la Patria Napolitana dall’oppressione statalista del sistema italia.

Questi Patrioti hanno così formato il primo Movimento Indipendentista Napolitano, diffondendo il sentimento dell’amor di Patria e del rispetto nazionale, cioè la verità riguardo alla Napolitania.

Con quest’attivismo il FLN si adopera nello spiegare la crudele situazione coloniale odierna e a far rinascere Patrioti tutti i napolitani che ne vorrebbero prendere coscienza.

Molti meridionalisti e politici italiani non accettano la Napolitania indipendente e attaccano quest’idea mettendola in cattiva luce, facendo distogliere l’attenzione delle persone oneste dai loro vuoti ragionamenti e dalla loro iniqua condotta.

Riconoscere la propria Patria Napolitana e il FLN come strumento per il suo risveglio, vuol dire riappropriarsi del proprio orgoglio, onore e dignità nazionale e rendersi vivi e partecipi nella Causa di tutto il nostro Popolo.

Dobbiamo avere fiducia che il nuovo Stato Napolitano sarà libero di adoperarsi per il bene della nostra Terra. Criminalità, delinquenza ed emigrazione saranno solo un brutto ricordo. La felicità sarà alla portata di tutti, senza andare lontano e senza corruzione.

 

– Quando si instaurerà lo Stato Libero di Napolitania?

Oggi il napolitano vive un’incredibile assenza dello stato, non paragonabile nemmeno al più tremendo periodo di dominazione spagnola. La corruzione e la criminalità organizzata sono paghe sociali che prosperano con il benestare dello stato italiano. La programmatica distruzione dell’imprenditoria napolitana sta creando un deserto economico. Dopo i truffaldini appropriamenti delle banche (rif. BdN), stanno trasferendo in alta italia le ultime aziende produttrici, prima con le sedi legali e poi con la chiusura degli storici stabilimenti napolitani (rif.).

Questo dimostra che i guai sono giunti al termine e che il popolo napolitano presto agirà per riprendersi il maltolto, a cominciare dalla sua identità.

Bisogna, quindi, che prima di tutto la buona idea della Napolitania indipendente sia fatta conoscere a tutti i nostri connazionali. Certamente il passaggio che porterà all’indipendenza potrà essere contrassegnato da momenti terribili, ma saranno come le doglie di una partoriente, i dolori di parto per un popolo che vedrà rinascere il suo Stato Nazionale, lo strumento che eliminerà quelle brutture che come scorie hanno contaminato la nostra nazione e nascosto la nostra vera Patria.

 

–  Quali saranno le conseguenze dell’ascoltare la Patria?

Ascoltare la Patria da un senso di libertà immediato, perché ci permette di cooperare alla costruzione del futuro stato nazionale.

Inoltre nella Napolitania libera, imparando dalle esperienze passate, ci prodigheremo nel costruire una società nuova, con una buona assistenza sanitaria, un’assidua lotta alla povertà e alla malavita organizzata in tutte le sue forme, con conseguente rilevante riduzione a livelli insignificanti.

Eliminazione della corruzione con punizioni esemplari a corrotti e corruttori, definiti nemici della nazione.

Ci applicheremo affinchè sia incoraggiata la meritocrazia in modo continuo. Che si possa mettere fine alla massiccia emigrazione martellante e favorire una politica di rientro.

La famiglia napolitana non sarà più sparsa per il mondo. La sicurezza dovrà tornare alla normalità e la disoccupazione dovrà essere accettabile soprattutto per i giovani alle prime esperienze e alla ricerca del lavoro che desidera. Ogni famiglia potrà avere la possibilità di sostenersi lavorando.

La Napolitania sarà una nazione onorata, il popolo sarà degno della sua Patria e noi saremo orgogliosi di essere napolitani.

 

–  Cosa dobbiamo fare per essere Patrioti Napolitani e cooperare in armonia?

Se amiamo la nostra Patria, non diremo o faremo cose contrarie alla Napolitania. Tutto ciò che faremo, ricadrà sulla nostra nazione, quindi coltiviamo un comportamento serio, rispettoso e non amante del denaro e di posti preminenti. Evitiamo ciò che può danneggiare la nostra Patria e noi stessi a cominciare dalla reputazione.

Parliamo agli altri della Napolitania e di come può essere il nostro futuro nel nuovo Stato.

Non esiste Patria senza Patrioti. Essi devono essere comprensivi e ragionevoli, facendo le cose insieme e attenendosi alle direttive del Movimento.

Il rispetto reciproco è alla base del Patriottismo. Flirtare con ideologie e partiti italiani equivale a mancare di rispetto agli altri Patrioti e venire meno all’adesione nella lotta per la Causa indipendentista.

 

– Come possiamo rimanere leali alla Napolitania?

Mostriamo il nostro senso di appartenenza nazionale con coraggio. Non lasciamoci coinvolgere in questioni politiche che non sostengono la Napolitania e il suo futuro Stato indipendente. Dobbiamo essere nettamente schierati dalla parte della Patria, quindi frequentiamo altri Patrioti Napolitani per rafforzarci a vicenda. Continuiamo a crescere nella conoscenza della nostra Patria e della sua storia. Ascoltiamo la Patria e cresciamo in perspicacia e discernimento, collaborando con i Patrioti del FLN. Sforziamoci di praticare ciò che impariamo. Noi abbiamo fatto la scelta giusta e voi? Ascoltate la Patria? 

Antonio Iannaccone

 

Ascoltate la patria … e tornerete a vivere!ultima modifica: 2012-03-25T11:37:21+00:00da tonyan1
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