“Meglio un popolo di straccioni che una colonia di pezzenti”

da: Indipendèntzia Telebisura

“Meglio essere un popolo di – economicamente – straccioni che una colonia di pezzenti”, fu la risposta di A. Simon Mossa ai sardisiti che contestavano la sua posizione indipendentista, dicendogli che “saremmo stati un popolo di straccioni” se “lasciassimo” l’Italia.
L’indipendenza politica della Sardegna ha da sempre avuto opposizione, tra gli unionisti autonomisti, asserendo che senza l’Italia saremmo morti di fame, ponendo la questione economica come unico valore contro la libera scelta, della sovranità politica. Ammettiamo, certamente, che la questione economica sia, ed è, un aspetto importantissimo nel progetto di autodeterminazione.
Essere governati da altri, non era e non poteva essere possibile, nessuno può, neppure volendo, decidere per altri, figuriamoci quando non si vuole. Tutto doveva compiersi, il periodo è stato lungo, ma alla fine doveva arrivare questo momento, il momento in cui bisognava tirare i conti, vedere i resti, accusare i colpi ricevuti. E reagire.
Eccoci, siamo alla resa dei conti, l’economia – quella che con l’Italia ci avrebbe consentito la sicurezza, senza la quale saremmo diventati degli straccioni – è, ora, da mendicanti, grazie proprio alla politica unionista-autonomista.
I sardi non hanno avuto il coraggio di liberarsi da queste catene, non hanno avuto fiducia in loro stessi, non si sono voluti un po’ di bene e questo era l’inevitabile epilogo.
Tutte le realtà industriali, decise e messe in opera da altri, una industrializzazione aliena alla nostra cultura, assassina del nostro territorio e della salute dei sardi che avevano ragione di esistere solo in virtù di un assistenzialismo che ci ha reso dipendenti da quel sistema e per soddisfare il vigliacco desiderio di potere economico di imprenditori con pochi scrupoli, hanno chiuso i battenti.
A tutta questa classe politica sarda, unionista-autonomista, è stata data la paga del loro asservilismo.
Un asservilismo che ha svenduto tutto, concesso tutto, con la partecipazione “leggera” dei sardi stessi.
L’Italia ha deciso in questi giorni che la Sardegna non ha neppure diritto ai fondi FAS, fondi destinati alle zone sottoutilizzate, destinati soprattutto al completamento o la realizzazione delle infrastrutture di quelle zone, delle “sue regioni”, in chiaro svantaggio strutturale.
Quei soldi, chiaramente, sono andati effettivamente alle “sue regioni”, Sicilia, Calabria e Puglia, in Sardegna no, pochi spiccioli, giusto per un caffè, ma la Sardegna, loro lo sanno, non è una regione italiana, questo non lo vogliono capire solo i sardi ( per farci un idea: alla Sicilia destinati 5.500 milioni, alla Sardegna 18 milioni).
Oggi, è facile dirlo, se noi fossimo indipendenti potremmo decidere quale regime fiscale adottare, intervenire con questo strumento per dare un sostegno alle nostre aziende in difficoltà, creare nuova occupazione, decidere quale tipo energia produrre, quale sistema scolastico adottare e tutto il sistema dell’istruzione ; avremmo avuto accesso ai fondi Europei, e solo noi avremmo deciso come investirli.
Sicuramente saremmo stati meno straccioni di quanto non lo siamo ora.
Ormai, negli anni a venire, non ci saranno altri fondi a disposizione, rimangono i debiti, quei debiti che tanto ama questa classe dirigente, incapace pure di riprendersi quei dieci miliardi di euro che l’Italia si è indebitamente trattenuta dalle nostre imposte.
Apriranno mutui a catena per consentire l’ordinaria amministrazione, debiti, sempre debiti, fino al collasso totale, sorridono, ma sempre meno, anche loro.

“Meglio un popolo di straccioni che una colonia di pezzenti”ultima modifica: 2009-07-29T18:11:00+02:00da tonyan1
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