La rivincita di un popolo


Gaeta
Gaeta: La storia è come un fiume, il suo magmatico fluire non ti permette mai di bagnarti nella stessa acqua, e la storia viene scritta da chi la guerra l’ha vinta.
C’erano re che rimanevano a combattere sui bastioni delle loro fortezze, a difendere l’onore, la dignità e la storia millenaria di un popolo, re che non avevano paura delle bombe; re come Francesco II di Borbone che è rimasto nelle mura della nostra città per 102 giorni di fuoco.
Invece c’erano altri re che appena sentito l’odore del nemico salivano sulla nave e scappavano, con la coda tra le gambe ed il forziere tra le braccia, come il codardo Vittorie Emanuele III.

Siamo stati bombardati quando eravamo un popolo unito, con le radici nel passato e lo sguardo dritto nel futuro, sono riusciti a dividerci, hanno vinto. Sono riusciti a convincerci che era giusto così, ed ora ci hanno convinto che è giusto votare il PD o il PDL. Hanno vinto la propaganda e la retorica sabauda, imperiale, fascista e perbenista-democristiana.
Siamo gli sconfitti.

Ma si può fermare un popolo, non si può fermare il vento.
Negli ultimi 20 anni degli uomini coraggiosi hanno scritto e pubblicato opere forti e rivoluzionarie, hanno fatto parlare di “come” si è fatta l’unità d’Italia. Perché la verità è una sola ed è sempre stata sotto gli occhi di tutti: l’unità d’Italia si è fatta col sangue, con la massoneria, contro le più elementari regole di diritto internazionale, senza dichiarazione di guerra, e con i soldi del popolo del sud. Queste sono verità storiche accertate in modo inconfutabile.

Nel 1960, anno dei preparativi per i festeggiamenti del centenario dell’unità d’Italia, il popolo gaetano, con la sua nuova dignità, stava scavando nella terra di Monte Secco e ha trovato una Cisterna di 20 metri di diametro. In quella cisterna si trovavano le ossa di duemila gaetani trucidati, duemila cittadini innocenti gettati in una fossa comune dalle truppe del generale Cialdini. L’ultimo mezzo metro di quella cisterna era completamente pieno di sangue. Il sangue dello sconfitto.

Nessuno ci ridarà quelle vite, e nessuno ci ridarà lo spirito di quel popolo orgoglioso, ma oggi degli altri uomini coraggiosi hanno deciso di combattere una nuova guerra.

Una guerra di civiltà, ad armi pari, con regole chiare e giuste. Una guerra legale, nei Tribunali dell’Italia unita e repubblicana.
Tutta Italia deve sapere cosa è stato fatto a Gaeta, e anche molti gaetani lo devono ancora capire. E’ il sangue dei nostri avi che ce lo chiede, è la nostra storia che ce lo impone.

Grazie assessore Ciano per averci guidato in questa missione di pace e di riscatto.

postato da: JackLondon  su http://partitodelsud.blogspot.com/

La rivincita di un popoloultima modifica: 2008-12-08T21:34:39+01:00da tonyan1
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