Non c’è liberazione se non la si guadagna

napolitricolore1.PNGAbbiamo assistito a uno spettacolo senza precedenti: sono arrivati al potere, con una velocità sbalorditiva, gli esponenti dei proprietari del mondocon lattiva complicità dei nostri corrotti rappresentanti politici che, da perfetti camerieri delle banche, hanno stravolto la Costituzione per permettere linsediamento di personaggi non eletti da noi.

Questi proprietari del mondo, i banchieri globali, mediante questi loro camerieri, stanno organizzando la nostra società in modo opposto a quella di prima. Dalla società dellabbondanza ci stanno portando ad una società da macellare, come si fa con una mandria.

La località da dove inviano i loro ordini è a Wall Street, New York, Stati Uniti dAmerica, sede della Finanza Mondiale. Questi proprietari del mondo, essendo in realtà falliti a causa dei propri sbagli, hanno deciso di far pagare a noi, a tutta lEuropa, ogni costo di questo fallimento indirizzando ogni loro azione a liquidare leuro (che minaccia la supremazia del dollaro) e con esso lEuropa. 

Questa aggressione ci porterà, senza via di scampo, con limposizione illegittima di misure di “austerità e rigore a una disastrosa recessione senza precedenti nella storia.  

Dobbiamo cominciare a difenderci. Soprattutto noi della Napolitania perché siamo la parte più debole di questo circo che è lItalia. Tanto per farvi comprendere il baratro in cui ci stanno scaraventando basta considerare il solo fatto che in tutta Napolitania, composta di circa 20 milioni di abitanti, oggi loccupazione nelle grandi e medie industrie è pari a quella della sola Brescia: 40 mila lavoratori. Come potremmo in futuro sostenere il nostro vivere quotidiano già così difficile oggi? Per di più si stanno attuando misure che tendono a drenare risorse destinate alla Napolitania per utilizzarle nelle aree industriali del Nord. Basta considerare la definitiva perdita di numerosi miliardi di euro dei fondi comunitari per il Sud Italia.

Il nuovo ministro Passera ha, infatti, testualmente detto: che è“difficile che riusciremo a salvarli tutti” sottolineando che al momento “il Governo ha messo dei soldi per cofinanziamento delle risorse europee che stanno per essere perdute, al fine di raccattare tutto quello che è recuperabile, gestirlo centralmente, e concentrarsi su ferrovie, digital divide e scuola“. Inoltre insieme al ministro Fabrizio Barca rivela candidamente di un accordo con le Regioni sul progetto Eurosud: “se riusciamo a trovare un accordo, alcuni miliardi di euro che andrebbero inesorabilmente persi li andiamo a recuperare. E con questa affermazione già hanno iniziato a togliere collegamenti ferroviari nella Napolitania e nessuno nel Nord. Ecco cosa intendono per recupero.

Noi napolitani dobbiamo reagire attivamente. Non dobbiamo essere una mandria di pecoroni. Purtroppo, tra i tanti problemi, uno dei problemi più importanti è proprio questo: ci sono numerosi pecoroni tra noi che non solo non capiscono la gravità degli avvenimenti, ma cercano di contrastare quelli che tentano di costruire qualcosa per salvare la nostra gente e la nostra Patria napolitana.

A costoro è necessario innanzitutto far comprendere che non vi sono alternative alla nostra salvezza che quella di tornare ad essere indipendenti da questa Italia che da 150 anni ha ridotto la nostra Terra ad una colonia, trascinandoci in numerose guerre ed altre devastanti situazioni come questa attuale. Non ci resta che staccarci da questa per noi deleteria amministrazione statale e farne una nostra e sovrana. 

Ed è soprattutto necessario far comprendere che raggiungere questo obiettivo, quello cioè dell’indipendenza, è PERFETTAMENTE LEGALE ed è RICONOSCIUTO DALLITALIA per effetto della legge 25 ottobre 1977, n. 881 –  Pubblicata nel Suppl. ord. alla G.U. 7 dicembre 1977, n. 333 e che riguarda il diritto allindipendenza di un Popolo (Articolo 1 : Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale.); e per effetto della legge 24 febbraio 2006, n.85, (GU n. 60 del 13-3-2006)che affermache perseguire pacificamente lindipendenza non è catalogato come reato, ma è compatibile con i valori indicati dalla Costituzione Italiana.

Non ci sono dunque pretesti per non puntare allobiettivo di ritornare ad essere indipendenti perchéè un nostro diritto prima che un nostro dovere. Ognuno di noi deve fare la sua parte perché non c’è liberazione se non la si guadagna.

Antonio Pagano

Non c’è liberazione se non la si guadagnaultima modifica: 2011-12-11T16:16:32+00:00da tonyan1
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