INDIPENDENZA: QUALI SPERANZE?

indipendenza.jpgIl diritto di autodeterminazione dei popoli è un principio sancito dall’ONU. Sono centinaia i popoli che dall’inizio del secolo scorso,sono riusciti ad autodetrminarsi. Eppure,secondo gli unitaristi e i meridionalisti,queste sarebbero chiacchiere, sciocchezze,fantasie. Capiamo bene che per chi aspira ad una sedia al tavolo della repubblica italiana,sminuire l’indipendentismo è quasi una missione. Purtroppo per loro,però,sono decine i popoli che,inmaniera PACIFICA E DEMOCRATICA,sono riusciti a trovare la loro indipendenza. Alle chiacchiere futili e senza senso,rispondiamo con una lista (tutt’altro che esaustiva) di molti popoli che si sono autodeterminati. Fonte: ONU.

 

Il Consiglio di Amministrazione Fiduciaria dell’ONU e la decolonizzazione

Quando fu fondata l’ONU, nel 1945, 750 milioni di persone – quasi un terzo della popolazione mondiale – viveva sotto il dominio coloniale. Arrivati agli anni novanta, quasi tutti questi popoli hanno raggiunto l’indipendenza, e sono governati da proprie autorità nazionali. La decolonizzazione può essere considerata uno dei processi più importanti di questo secolo, un processo che ha liberato i popoli dal dominio straniero e contribuito ad un sistema internazionale più rappresentativo.

Cenni storici

L’espansione territoriale europea iniziò con le imprese commerciali del quindicesimo secolo. Col tempo ciò portò al controllo di territori d’oltremare, finalizzato a garantire il flusso di materie prime a basso costo, quali zucchero, caffè e cotone, verso i redditizi mercati europei. Alla fine dell’Ottocento, le potenze europee controllavano ormai vasti territori dell’Africa, dell’Asia e delle Americhe.

Dopo la prima guerra mondiale, il volto del colonialismo mutò. l territori dell’lmpero Ottomano, che era stato sconfitto, furono assegnati alla Gran Bretagna e alla Francia in gestione mandataria, sotto la supervisione della Commissione Mandati della Società delle Nazioni. Anche le colonie tedesche furono assegnate ai vincitori, nella forma di territori sotto mandato. Si intendeva che i mandati fossero di natura temporanea, basati sulla premessa che le colonie dovessero essere governate secondo gli interessi dei popoli sottoposti a questa forma di governo. In realtà le potenze mandatarie spesso si dimostrarono poco disposte ad andarsene, o a tenere in considerazione gli interessi delle popolazioni – fra i territori sotto mandato, solo l’lraq conquistò l’indipendenza prima della seconda guerra mondiale.

Il contesto

Per tutta l’epoca coloniale, sporadicamente scoppiarono delle lotte locali per liberarsi dal dominio coloniale; ma una spinta globale e vittoriosa prese slancio solo dopo la seconda guerra mondiale. La guerra, combattuta in nome della libertà e delI’eguaglianza, risvegliò la coscienza anti-coloniale. ll colonialismo si reggeva in buona parte su idee di superiorità razziale, che contraddicevano la coscienza emergente che tutti gli essere umani sono eguali. Inoltre, l’uso sempre più intensivo della terra, della forza lavoro e delle risorse naturali a beneficio dei dominatori delle colonie, e l’oppressione dei loro abitanti, incoraggiarono una rapida crescita della resistenza contro il colonialismo.

Contemporaneamente era cambiato anche il panorama politico. La stessa creazione delle Nazioni Unite, la maggiore partecipazione dei paesi appena liberati, fecero crescere la pressione morale e politica nei confronti delle potenze coloniali. Inoltre era emersa la leadership di due nuove potenze mondiali, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica, con nuove prospettive e priorità rispetto al passato. Nonostante la rivalità fra di esse, entrambe incoraggiavano la decolonizzazione. Infine, I’Europa stessa era stata in larga misura distrutta dalla guerra, ed era impegnata nella ricostruzione, il che lasciava spazio al fiorire dei movimenti di liberazione nelle colonie.

L’indipendenza

Tra il 1945 e il 1960 alcuni movimenti di liberazione nazionale acquisirono grande forza. Nel 1947, I’indipendenza dell’lndia, sotto la guida di leader quali il Mahatma Gandhi e Jawaharlal Nehru, rappresentò la più grossa perdita per l’lmpero britannico. Anche il Vietnam si dichiarò indipendente subito dopo la guerra, ma la resistenza opposta dai francesi precipitò il paese in una vera e propria guerra di liberazione.

Negli anni cinquanta presero piede i movimenti africani, sotto la leadership di intellettuali e politici quali Kwame Nkrumah in Ghana e Leopold Senghor in Senegal. Nel solo anno 1960 aderirono all’ONU 16 paesi africani di nuova indipendenza. Mentre negli anni fra il 1945 e il 1959 avevano conquistato l’indipendenza circa 20 paesi, durante gli anni sessanta nacquero 42 nuovi paesi – un numero corrispondente al totale dei paesi che avevano originariamente fondato la Società delle Nazioni. Negli anni settanta e ottanta i residui problemi coloniali, e i più ostici, si trovavano in Africa australe – in colonie portoghesi quali il Mozambico e l’Angola, in Rhodesia (Zimbabwe) e nell’Africa sudoccidentale (Namibia) – dove la resistenza dei colonialisti contro l’autogoverno dei popoli era stata particolarmente aspra. Arrivati agli anni novanta, però, tutti questi paesi avevano finalmente conquistato l’indipendenza.

L’ONU e la decolonizzazione

FLN Logo.jpgAnche se la spinta principale verso l’indipendenza è sempre venuta dai movimenti di liberazione, su questi temi l’ONU ha avuto una posizione più avanzata di ogni altra precedente organizzazione internazionale. Il principio dell’autodeterminazione è inscritto nell’articolo 1 della Carta. Le parti della Carta che affrontano direttamente il tema delle colonie difendono gli interessi delle popolazioni e chiedono rispetto delle loro culture.

Subito dopo la guerra fu istituito un Consiglio di Amministrazione Fiduciaria, simile alla Commissione Mandati della Società delle Nazioni. Esso aveva però maggiori poteri, e fu più efficace nella gestione della transizione da amministrazione fiduciaria all’autogoverno (vedi la sezione Conoscere l’ONU).

Ma fu dopo il grande cambiamento del 1960 nella composizione dell’Assemblea Generale, che il lavoro dell’ONU sulla decolonizzazione ebbe una svolta, e divenne molto più attivo. Una dichiarazione adottata proprio in quell’anno chiedeva la fine del colonialismo e di tutte le pratiche di discriminazione ad esso collegate.

Dopo di ciò, L’Assemblea Generale assunse alcune decisioni importanti. Fino ad allora non era previsto alcun meccanismo di supervisione dei passi in avanti compiuti sul terreno dell’autogoverno; nel 1961, fu istituito un Comitato Speciale sulla Decolonizzazione, con ampi poteri di indagine e di raccomandazione. Nel 1966 una indagine in Rhodesia portò al primo utilizzo nella storia dell’ONU di sanzioni economiche vincolanti, decise del Consiglio di Sicurezza. Inoltre il Comitato riconobbe i movimenti di liberazione come legittimi rappresentanti dei propri popoli.

Fu questo il caso dell’Organizzazione del Popolo dell’Africa sudoccidentale (SWAPO), il movimento nazionalista della Namibia che si batteva contro l’occupazione sudafricana. Tutti i territori sotto mandato della Società delle Nazioni furono collocati sotto l’autorità del Consiglio di Amministrazione Fiduciaria dell’ONU, tranne la Namibia. ll Sudafrica, che ne controllava il territorio, rifiutò di cederlo. L’Assemblea Generale condannò più volte il Sudafrica per questo, e nel 1973 riconobbe la SWAPO come legittimo rappresentante della Namibia. Infine, nel 1989,1’0NU è riuscita a ottenere una tregua fra le due parti, e il Gruppo di Assistenza alla transizione dell’ONU (UNTAG), composto di una forza di pace sia militare che civile, ha esercitato il controllo sul ritiro delle truppe sudafricane, e preparato il terreno per le elezioni. La Namibia, ultima grossa responsabilità del Comitato speciale, ha finalmente ottenuto l’indipendenza nel 1990.

 

 

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INOLTRE……

 

Nel 1905-la Norvegia si dichiara indipendente dalla Svezia

 

1915-La Finlandia si dichiara indipendente dalla Russia

 

1918-La Polonia si dichiara indipendente.

 

1921-La Repubblica d’Irlanda diventa indipendente.

 

1944. L’Islanda si dichiara indipendente dalla Danimarca

1960-Cipro si dichiara indipendente dal Regno Unito

1964-Malta si dichiara indipendente dal Regno Unito

 

1991-Lettonia,Lituania ed Estonia dichiarano la propria indipendenza dall’ex Unione Sovietica.

 

1993-Repubblica Ceca e Slovacchia indipendenti

 

……..quando Napolitania,Veneto,Sicilia e Sardegna?



Drusiana Vetrano

 

INDIPENDENZA: QUALI SPERANZE?ultima modifica: 2011-11-21T21:46:43+00:00da tonyan1
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