Clima: quando il mondo resterà senz’acqua

Clima: quando il mondo resterà senz’acqua

 

images[1] (4).jpgSe pensate di aver già sentito tutto e il contrario di tutto sulle sciagure che possono abbattersi sul pianeta Terra se non arrestiamo i cambiamenti climatici, aggiungete una riga al vostro taccuino e appuntatevi la parola siccità. Uno studio del National Center for Atmospheric Research americano sostiene che questa è la minaccia peggiore, e forse la più concreta che incombe su tutti noi.

 

Questa volta c’è poco da alzare le spalle e fare i fatalisti: non si parla di microscopici, arcipelaghi che rischiano di scomparire in luoghi remotissimi, ma di quello che potrà accadere anche  a noi privilegiati occidentali. Secondo Aiguo Dai, autore dello studio, tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, Italia compresa, buona parte degli Stati Uniti occidentali,  ampi settori di Africa e Australia e molte zone dell’Asia (Sudest e Sudovest) conosceranno nei prossimi decenni episodi di siccità che andranno ben oltre quanto abbiano mai sperimentato in precedenza.

 

“Se le proiezioni contenute in questo studio arrivano anche solo vicine a realizzarsi, le conseguenze per la società in tutto il mondo saranno enormi“, ha commentato lo stesso Dai. Per formulare le sue cupe previsioni lo studioso ha impiegato un insieme di 22 modelli climatici e ha utilizzato i risultati per calcolare l’indice di severità della siccità, il Palmer Drought Severity Index. Valori compresi tra +0,5 e -0,5 indicano condizioni normali, in linea con le medie stagionali per le varie parti del mondo. Se il valore supera -4 si può parlare di siccità estrema.

 

Per la decade che comincerà nel 2030 i risultati trovati da Dai indicano per molte zone del mondo valori compresi tra -4 e -6, mentre è previsto addirittura un indice -8 o perfino più basso in alcune aree del Mediterraneo. Se poi guardiamo alle previsioni per la fine del secolo, molte aree popolate, tra cui alcune zone degli Stati Uniti, potrebbero scendere a -8 o -10 e buona parte del Mediterrraneo potrebbe precipitare a indici compresi tra -15 e -20.

 

La siccità è causata da un insieme di fattori tra cui la diminuzione delle precipitazioni, l’aridità del suolo che non riesce a reggere le colture e la riduzione dei livelli delle riserve idriche che mettono in pericolo le scorte di acqua potabile. L’aumento delle temperature associato al cambiamento climatico potrebbe quindi creare le condizioni per l’incremento dell’aridità perché combina l’effetto delle minori precipitazioni con una maggiore evaporazione delle acque di superficie.

 

Solo nel nord Europa, in Canada, Russia e Alaska le proiezioni prevedono una diminuzione del rischio siccità nello stesso orizzonte temporale, così come in alcune aree dell’emisfero sud. “La maggiore umidità delle zone del nord, scarsamente popolate, non potrà compensare gli effetti della maggiore aridità che colpirà zone molto densamente popolate come la fascia  temperata e quella dei tropici”, avverte lo studioso.

 

Un prolungato periodo di siccità incide sia sulle riserve idriche, e quindi l’accesso della popolazione all’acqua potabile, sia su quelle alimentari, perché agricoltura e allevamento sono entrambi settori che fanno un grandissimo consumo d’acqua.

Studi precedenti avevano già evidenziato il rischio di alterazioni nelle precipitazioni dovuto all’espansione delle zone subtropicali dal punto di vista climatico. E il rapporto del 2007 dell’IPCC (l’organizzazione che studia i cambiamenti climatici sotto l’egida delle Nazioni Unite), parlava proprio di possibili diminuzioni delle precipitazioni nelle zone subtropicali, associate a un aumento delle piogge alle alte latitudini.

 

Ma è lo stesso autore dello studio a invitare a una certa cautela nella lettura dei risultati. Mettendo in guardia sul fatto che i modelli climatici rimangono sostanzialmente incoerenti nel catturare i cambiamenti nelle precipitazioni. E alcune incertezze vi sono anche sulla precisione dell’indice Palmer che in alcuni casi potrebbe sovrastimare il rischio, e in altri addirittura sottostimare la perdita di umidità del suolo nell’eventualità che precipitazioni e nevicate si facessero più rare ma più intense.

 

L’autore, convinto che comunque il rischio siccità non sia ancora pienamente riconosciuto non solo dal grande pubblico ma neanche dalla comunità scientifica che fa ricerca sul cambiamento climatico, chiosa così: “Il fatto che l’attuale indice di siccità possa non funzionare per il clima del 21° secolo è di per sé un segnale inquietante“.

Fonte panorama

Clima: quando il mondo resterà senz’acquaultima modifica: 2010-10-29T15:50:27+00:00da tonyan1
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