Gaeta resiste ancora!

Un anno di battaglie della Giunta Ramondi, di Ciano e del Partito del Sud hanno portato ad un importante risultato anticipato oggi su “La Repubblica”.


Gaeta resiste ancora!
Grazie all’azione incisiva della Giunta di Gaeta guidata dal Sindaco Antonio Raimondi e sostenuta dal Partito del Sud guidato da Antonio Ciano, apprendiamo, da anticipazioni giornalistiche del quotidiano “La Repubblica” oggi in edicola, che nell’ambito delle celebrazioni per il 150^ anniversario dell’unità di Italia è stata inserita anche la Città di Gaeta :”Il piano del governo ipotizza infatti una manifestazione a Gaeta, la rocca dove venne schiacciata l’ultima resistenza di Francesco II, come “riconciliazione fra piemontesi e borbonici”.

Inutile qui ricordare le tante iniziative che la giunta Raimondi ha sostenuto in particolar modo nell’ultimo anno a cominciare dallo storico Consiglio Comunale del 6/12/2008 di richiesta danni a casa Savoia, ripreso anche dalla stampa internazionale,alla relazione dell’Avv. Troncone sulla fattibilità della causa stessa, alla lettera inviata da Antonio Ciano al Presidente della Repubblica Napolitano sui “festeggiamenti” per i 150 anni dell’unità d’Italia, alla nuova toponomastica di Gaeta, all’istituzione del 13 febbraio come giornata della memoria dei partigini e soldati duosiciliani caduti nella difesa della Patria, all’intervento del Sindaco di Gaeta a difesa del Sud contro le esternazioni agostane di Bossi e sui “festeggiamenti per l’unità d’Italia, al ritorno dopo 148 anni a Gaeta dei beni demaniali, al restauro di importanti monumenti preunitari, per terminare, non ultima, con la richiesta del giusto riconoscimento per la Città di Gaeta per la lotta condotta dai suoi figli nella resistenza contro il nazifascismo nella II guerra mondiale.

Inutile poi ricordare le tante battaglie portate avanti sempre a testa alta da Antonio Ciano in questi ultimi venti anni, per il riscatto della memoria e per la riabilitazione e affermazione dei nostri ideali, senza se e senza ma, sempre con dignità e serietà, l’elenco di iniziative sarebbe troppo lungo, servirebbe un libro…

Insomma tanti, tantissimi fatti ed iniziative concrete.

Crediamo che ancora una volta sia dimostrato che la fedeltà al proprio ideale e la dignità con cui queste richieste di giustizia vengono portate a conoscenza della pubblica opinione permettano di raggiungere risultati che in tanti riterrebbero impossibili.

Inoltre, quest’importante successo, evidenzia, se ancora ve ne fosse bisogno, che l’azione culturale non può essere disgiunta dall’azione politica se si vogliono realmente raggiungere risultati concreti.

Da notare infine che , forse per la prima volta in 150 anni, non si parla di “festeggiamenti” (cosa ci sarebbe per noi da festeggiare… 1 milione di morti?) ma di “manifestazione” ed inoltre si parla di cercare di favorire una riconciliazione fra Borbonici e Piemontesi , mettendo , anche questo crediamo per la prima volta in una manifestazione ufficiale, su di un piano di pari dignità e considerazione i due attori della tragedia del 1860/61 che ebbe il suo ultimo atto a Gaeta.
Ovviamente, per quanto riguarda Gaeta, si parla solo di una vittoria in una “battaglia”, il cammino da fare è ancora lungo e lo si capisce proprio dalle altre notizie scritte nell’articolo in questione, ma se la giunta di Gaeta non si fosse data così tanto da fare non ci sarebbe stato neanche questo significativo riconoscimento, intanto godiamoci questo raggio di sole su Gaeta.

Vi proponiamo l’articolo tratto dal quotidiano “La Repubblica”.

W GAETA, W LA GIUNTA RAIMONDI, W ANTONIO CIANO, W IL PARTITO DEL SUD !!

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Dialetti e nuovo nome a piazza Venezia
Ecco il piano per l’Unità d’Italia


di FRANCESCO BEI

ROMA – Una celebrazione “pop”, poco istituzionale, che molto concede ai nuovi fenomeni di comunicazione tipo Facebook e alla televisione. Con una decisa coloritura leghista sull’insieme e diverse sorprese, come quella di cambiare nome a piazza Venezia a Roma per ribattezzarla “piazza dell’Unità d’Italia”. È il programma per le celebrazioni del 150esimo anniversario dell’Unità che Silvio Berlusconi e Sandro Bondi hanno illustrato ieri al capo dello Stato. Repubblica è in grado di anticiparne i contenuti, in attesa che il comitato dei Garanti presieduto da Carlo Azeglio Ciampi si pronunci nel merito.

E proprio Napolitano, preso atto “con soddisfazione” che il governo ha recepito il suo impulso a definire “senza ulteriori ritardi” il programma delle celebrazioni, ieri ha chiesto a Berlusconi il “pieno coinvolgimento” del comitato Ciampi.

“Che cosa è l’Italia per noi?”, si è chiesto Bondi in Consiglio dei ministri illustrando le proposte. La riposta, musica per le orecchie di Bossi, è stata questa: “Il nostro governo ha sempre pensato alle molte Italie, perché la caratteristiche principale del nostro paese è di avere storie diverse”. L’obiettivo del governo è quindi quello di “dare valore alle differenze in chiave federale”. E per far questo ci sono molte strade. Anzitutto la “valorizzazione delle molte anime del Risorgimento”. Non più o non solo “quella monarchica e quella democratico-liberale, ma anche quella federalista” di Cattaneo, nume tutelare del Carroccio.

Nella bozza del ministro si prevede inoltre un’antologia degli statuti comunali per esaltare le “libertà locali” delle Repubbliche italiane precedenti al Regno d’Italia. In quest’operazione rientra anche la riscoperta dei dialetti locali, che Bossi vorrebbe introdurre nelle scuole. “Un censimento dei dizionari dai vari dialetti all’italiano – sostiene Bondi – fotograferebbe la variegata realtà linguistica del dopo Unità e risponderebbe anche ad un’esigenza avvertita”. E certamente sentita dalla Lega.

Ma visto che si parla di partito del Sud, anche i nostalgici dei Borbone saranno accontentati. Il piano del governo ipotizza infatti una manifestazione a Gaeta, la rocca dove venne schiacciata l’ultima resistenza di Francesco II, come “riconciliazione fra piemontesi e borbonici”.

Altre “chicche” del piano sono il cambio di nome di piazza Venezia a Roma e una grande manifestazione di avvio delle celebrazioni nel marzo 2011 all’Altare della Patria, a cui dovranno partecipare “tutti i sindaci d’Italia”. Un’adunanza di più di 8000 primi cittadini.

Nel regno del magnate della tv, importanza primaria viene ovviamente data al piccolo schermo con un massiccio coinvolgimento della Rai. L’idea più originale è quella di dar vita a un “Tg del Risorgimento”, un racconto della Storia “come fosse il Tg delle venti”, per descrivere le giornate più memorabili dell’unificazione: “Titoli di apertura, corrispondenze dai campi di guerra, i retroscena della politica, le interviste ai protagonisti, gli editoriali”. Spazio anche ai concerti. Quelli di musica classica, ma anche quelli dell’orchestra di Renzo Arbore.

E poi Facebook, nella speranza di attirare i giovani: “Verranno realizzate – dice Bondi – delle pagine dei principali protagonisti come Garibaldi, Mazzini, Cavour, che dialogheranno direttamente, come se fossero vivi, con i loro “amici” sulla Rete”. Infine l’Italia in Dvd: “Venti Dvd da allegare ad uno dei maggiori quotidiani italiani per raccontare i momenti più importanti e i personaggi che hanno caratterizzato i primi 150 anni della storia d’Italia”. Un solo quotidiano, ma al momento non è specificato quale.

Fonte:La Repubblica del 5/09/2009

Gaeta resiste ancora!ultima modifica: 2009-09-06T11:02:25+00:00da tonyan1
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